Musicoterapia inclusiva
Nausica
L'arte musicale come mezzo di educazione, di espressione e di guarigione sociale.
Nausica è il progetto con cui Jam Session porta la musica a persone con disabilità, in collaborazione con l'ASP Rodriguez di San Lazzaro di Savena e, in passato, con la Cooperativa CSAPSA. Crediamo che l'arte, e in particolare il linguaggio musicale, debba circolare libera tra tutti, senza vincoli né restrizioni: è una fonte vitale di respiro, un momento per ricentrarsi e per ritrovare l'altro, in una profondità dalla quale lo stress quotidiano spesso ci allontana.
Ogni partecipante inizia il percorso con l'équipe educativa e pedagogica del centro — psicologi, educatori, pedagoghi — che ne individua insieme a noi il percorso più adatto. L'apprendimento tecnico dello strumento non è mai l'obiettivo principale, ma la naturale conseguenza di un lavoro costruito sull'espressione creativa, sul divertimento, sulla relazione, sull'improvvisazione e sulla composizione. Nel tempo il progetto è cresciuto edizione dopo edizione — dal 2018/19, poi dal 2020/2021 con l'ASP Rodriguez di San Lazzaro di Savena, e dal 2022/2023 — allargandosi a nuovi partecipanti senza mai perdere la propria natura più intima.
Un percorso che cresce nel tempo
Dal 2018/19
Il primo percorso, con lezioni di canto e pianoforte per ragazze seguite dalla Cooperativa CSAPSA 2, ha creato curiosità verso la musica, passione e fiducia in sé stessi.
Dal 2020/2021
Il progetto si estende ad adulti con disabilità seguiti dall'ASP Rodriguez di San Lazzaro di Savena, tra lezioni di batteria, pianoforte e musica d'insieme.
Dal 2022/2023
Il percorso cresce ancora, affiancando alle lezioni individuali un lavoro costante con l'équipe educativa e pedagogica del centro.
Cosa abbiamo visto crescere
Ogni edizione del progetto ha portato con sé curiosità verso la musica, passioni costruite lezione dopo lezione, momenti d'incontro, di svago e di lavoro sulle emozioni — ma soprattutto fiducia in se stessi. I benefici non si sono fermati ai partecipanti: genitori, tutori e operatori dei centri coinvolti hanno raccontato con entusiasmo il cambiamento visto crescere anche nei nuclei familiari. Il progetto è stato sostenuto, nelle sue prime edizioni, anche dal fondo di liberalità territoriale di Intesa Sanpaolo.
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